Le patologie dolorose croniche durante l’inverno
Prende il via oggi il nostro nuovo regalo ai lettori-proprietari: la cortesissima disponibilità del dottor, Virgilio Ricci, che ringraziamo ancora vivamente anche a nome vostro, per rispondere alle vostre domande.
Si diceva ieri dell’aumento del costo dei quotidiani cartacei e che ne avrei parlato con il presidente Clò per sentire cosa intendesse fare in merito.
Mi ha risposto subito: “Dai subito il via alla nostra nuova rubrica”…
Quali sono le patologie dolorose croniche che si fanno sentire maggiormente durante la stagione fredda, e cosa può fare il paziente nella sua vita quotidiana per vivere al meglio l’inverno?
Ringrazio per la domanda che penso sia interessante anche per molte altre persone.
Mi da inoltre modo di toccare un argomento che per me, cultore delle Medicine non Convenzionali, ha avuto sempre grande fascino.
Il concetto è che il corpo dell’essere vivente (qualsiasi esso sia ) è un organismo unico,sottoposto a un continuo scambio di informazioni che tengono in costante collegamento tutte le sue parti.
Da ciò ne deriva che l’influenza del clima e dell’ambiente in genere abbia un’azione rilevante sull’uomo.
Non solo le grandi variazioni stagionali, ma anche quelle semplici climatiche locali, sono in grado di modificare la produzione di ormoni e di mediatori chimici che produce l’organismo.
Le fasi lunari hanno un’importante influenza sui fenomeni biologici.
Il ridursi della luce solare agisce negativamente sulla liberazione di sostanze che migliorano il tono dell’umore.
Nell’uomo, e nella natura in genere, quindi tutto scorre e si modifica in stretta correlazione con le variazioni del clima e dell’ambiente circostante.
Il periodo invernale è noto per essere quello in cui maggiormente elevate sono le probabilità di essere colpiti da un virus influenzale.
Nel caso avvenga, si manifestano sintomi generali accompagnati eventualmente da manifestazioni respiratorie e/o gastro intestinali.
Fra i sintomi generali spiccano malessere, febbre, mal di testa, dolori muscolari e poli articolari.
Nella persona già affetta da infiammazioni articolari croniche, quindi prevalentemente l’anziano, questi possono permanere e riacutizzarsi.
Sono in effetti queste le forme dolorose che più si evidenziano nel periodo invernale, con una incidenza decisamente superiore rispetto agli altri mesi dell’anno.
Come aspetto terapeutico è fondamentale la prevenzione.
Vaccinazione anti influenzale nelle persone a rischio e nell’anziano.
In alternativa utilizzo di prodotti in grado di stimolare e potenziare le difese immunitarie.
Se però il quadro si instaura, se il dolore persiste nonostante un corretto uso di farmaci anti dolorifici, bisogna andare oltre il sintomo.
Si devono ricercare le cause reali dell’evento morboso, trattando il sintomo dolore contestualmente alla cura del malato.
Virgilio Ricci
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