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Il medico risponde il dott. Virgilio Ricci

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Il trattamento del Fuoco di Sant’Antonio


Il trattamento è basato soprattutto su alcune classi di farmaci che devono essere sapientemente usati. 




Possono infatti essere utili in tutte le fasi del decorso della malattia e richiedono sovente l ‘ associazione fra loro . non parlerò , ovviamente degli anti virali , in quanto il loro uso è specifico nel favorire la guarigione dalla infezione , ma non hanno una azione sul fenomeno dolore. I farmaci di supporto piu’ usati sono

A : anti depressivi triciclici . Hanno però frequenti effetti collaterali , fra cui secchezza oculare , ridotta salivazione e intontimento. Occorre molta prudenza in chi lamenta problemi cardiaci e sono controindicati nelle persone affette da glaucoma.

B :inibitori dei canali del sodio e inibitori dei canali del calcio . Gli effetti collaterali più evidenti sono ridotta salivazione, secchezza delle fauci e vertigini. Per la possibile perdita di sodio o calcio tali elettroliti devono essere periodicamente controllati.

C : farmaci oppioidi . Non tutti hanno la stessa efficacia . Quelli più specifici agiscono anche sul dolore neuropatico e , al momento , il più attivo è l’ossicodone . Oltre ai problemi di sonnolenza , confusione e vertigini , vanno ricordati nausea , vomito e stitichezza . Da non sottovalutare il problema della dipendenza , in specie se l’ utilizzo si protrae ne tempo.

D : vi sono poi due categorie di farmaci che agiscono localmente. Una è rappresentata dagli anestetici locali. in primis la lidocaina. E‘ in commercio come cerotto transdermico , non ha effetti collaterali e può essere utilizzata senza limiti di tempo. La durata analgesica di un cerotto è di 24 ore .
L‘altra è rappresentata dalla capsaicina , un derivato del peperoncino. Esiste in commercio come pomata e crema . Viene frizionata sulla sede dolente più volte al giorno . penetrando in tal modo nei tessuti sottocutanei sempre più in profondità . Col tempo può inibire le fibre nervose che conducono il dolore .Non ha effetti collaterali sistemici ,ma nei primi giorni può essere localmente molto irritante.

E : ricordo poi l ‘ associazione dei farmaci precedenti con complessi vitaminici di tipo B e con neurotrofici quali l’ acido alfa lipoico e la palmino etalamino aldeide.

Per concludere posso affermare che i risultati migliori in questa malattia si raggiungono solo se vi è integrazione fra il Medico di Famiglia e i vari Specialisti che sono coinvolti nel trattamento di questa malattia, semplice da diagnosticare ma spesso difficilissima da curare.

N. B. non ho mai indicato il nome commerciale dei farmaci, ma sono certo che sono estremamente noti ai medici di famiglia.


Virgilio Ricci

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