Una scuola di vita fondamentale
del doppio Caroli-Antonellini
…. Noi ci divertivamo così all’ombra del campanile.
Erano gli anni 60 e a quei tempi era lì la nostra vita, per noi bambinetti di quartiere di 8-10 anni; era lì il passatempo delle nostre scorribande pomeridiane fatto di interminabili partite di calcio, partite al calcio balilla e di tanto, tanto ping pong…….
E così da una parte noi chierichetti scatenati, dall’altra il giovane Don, cappellano di fresca nomina con la sua lunga veste nera. Era Don Carlino, ma non era solo il Don perchè era uno di noi.
Il Don per poter giocare puntualmente, si portava l’ampio bordo del vestito nero in alto verso la cintura e il lembo lo incastrava ben bene sotto di essa per non correre il rischio di inciamnpare mentre giocava.
Per i più era lui il nostro maestro, il nostro tecnico si direbbe oggi…….
Paolo Caroli
A me ne dava 18 di punti di vantaggio per arrivare a 21 e vinceva lui !!
Ma maestro anche di ben altro, che non di solo di ping pong…
E qui il tema porterebbe lontano partendo dal quanto manchino oggi ai ragazzini, oltre alla famiglia, alla scuola, agli allenatori delle società sportive, stracarichi di “impegni”, Maestri come questi.
In sintesi, lasciando da parte gli inutili rimpianti, perchè non iniziare ad unire, mettere insieme, ciò che, nonostante “tutto”, ancora hanno le Parrocchie? E rapportato al vuoto di oggi sono ancora quelle che hanno davvero ancora tanto, con sacerdoti ed educatori.
Arrigo Antonellini
