L’ocarina alla C.R.A. San Domenico

Emozione, coinvolgimento, sorrisi, applausi, la sintesi di una mattina, 23 marzo, al Centro diurno della Residenza Sanitaria Assistita san Domenico di Lugo. Invitato dal nostro Guido Neri (e da chi sennĂ²?) il maestro Michele Carnevali ha presentato agli ospiti una felice scelta di brani di varie tipologie, particolarmente adatte agli ascoltatori, facendoli cantare e soprattutto ricordare con autentica gioia suoni  e armonie del passato, da brani popolari a musiche di Rossini, Vivaldi e Beethoven.

Appassionato cultore dell’ocarina, alle spalle una lunga carriera da orchestrale, ha suonato in tutta Europa ed è tuttora richiesto in vari eventi, che gestisce con garbo, competenza e rara maestria.

In occasione del FAI di Primavera è stato aperto al pubblico a Russi, cittĂ  in cui vive Carnevali, il Museo dell’Ocarina, presso la Rocca, (ex ospedale medievale) grazie alle sue donazioni, 50 pezzi, che il Comune ha ricevuto con molta gratitudine. L’allestimento è stato curato da Claudio Balestracci, che ha lavorato, fra l’altro, al museo casa Rossini, al museo Baracca, e in piazza a Cotignola.

Spiegazioni chiare, esecuzioni impeccabili, brani in perfetta sintonia con le etĂ  dei presenti: tutti ingredienti che hanno reso speciale un evento destinato a ripetersi. E tutto grazie a un talento non comune, quello di Michele Carnevali e a uno strumento meraviglioso, a cui Luigi Buscaioli ha dedicato una simpatica poesia.

Sembra un dirigibile, visto in piccolo, sulla pancia ha 8 piccoli buchi, li puoi chiudere con la punta delle dita se la vuoi suonare, non farla finita subito, perchè ha un suono veramente bello ciĂ² che esce se soffi in quella piccola piva. E’ di terra cotta, e costa anche poco, e l’hanno chiamata come si chiamano le oche, un’oca, insomma, quando è ancora piccola, perchè si chiama proprio ocarina

 

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