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Lunedì 20 luglio alle ore 20.30 a Imola: a 25 anni dai fatti del G8 di Genova. La testimonianza di chi c’era

Amnesty International ha definito quei giorni «la più grave sospensione dei diritti umani e democratici in un paese occidentale dal dopoguerra»

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Il 19 luglio 2001 a Genova, circa 300 mila persone del “Movimento No Global” si ritrovarono per protestare contro il G8, (incontro delle otto potenze economiche mondiali) e per contestare il sistema economico liberista e la sua globalizzazione, accusato di sfruttare i lavoratori, danneggiare l’ambiente e aumentare le diseguaglianze a favore di pochi.
Tra quelle persone c’erano anche diversi imolesi, giovani e meno giovani.
Lunedì 20 luglio alle ore 20.30 presso il CIDRA di Imola, via F.lli Bandiera 23, ci sarà un incontro pubblico con alcuni/e imolesi che parteciparono a quelle giornate.

Per ricordare i momenti vissuti e riprendere critiche, idee e proposte di quel Movimento che negli anni si sono dimostrate in buona parte lungimiranti e tuttora attuali.
Siete invitati/e per ricordare insieme questa storia, perché non succeda ancora, per riprendere e approfondire ideali e proposte di quei giorni.
Il Movimento No Global
Il cosiddetto “Movimento No Global” era nato due anni prima a Seattle (USA), durante il vertice dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), quando 50 mila persone (ambientalisti, sindacalisti, studenti) scesero in piazza per contestare la globalizzazione economica liberista. Le proteste furono imponenti e segnarono la nascita ufficiale di quel movimento a cui aderirono più di 300 associazioni mondiali.
In Italia le adesioni andavano dalla FIOM Cgil e sindacati di base, alle associazioni cattoliche, pacifiste e di volontariato (ACLI, ARCI, AGESCI, Pax Christi, Beati i costruttori di pace, Rete Lilliput, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII e Ya Basta!/Tute Bianche), fino alle associazioni ambientaliste (Legambiente, con posizioni di dialogo critico, il WWF, Attac Italia, per la tassazione delle transazioni finanziarie, il Comitato per il Sud del Mondo) a partiti e gruppi della sinistra extraparlamentare (Rifondazione Comunista, Partito dei Comunisti Italiani e altre sigle della sinistra radicale e anarchica).
Nel luglio 2001 il governo Berlusconi/Fini (Ministro degli Interni Claudio Scajola), in carica da pochi mesi, organizzò i piani di intervento dell’Ordine Pubblico che dovevano garantire l’incontro del G8 a Genova e dovevano essere anche finalizzati alla tutela del dissenso pacifico nonviolento e alla prevenzione e isolamento dei violenti.
I fatti di Genova
Purtroppo invece le giornate di Genova sono passate alla storia come una gravissima e fallimentare gestione dell’ordine pubblico, che non aveva nulla a che fare con un paese democratico e che culminò con la morte di un giovane manifestante, Carlo Giuliani, con devastanti scontri provocati dal gruppo Black Bloc (un migliaio di persone su 300mila) e con violenze illegittime delle Forze dell’Ordine alla scuola Diaz e alla Caserma Bolzaneto.
Amnesty International ha definito quei giorni «la più grave sospensione dei diritti umani e democratici in un paese occidentale dal dopoguerra».
Le indagini durarono diversi anni, sia per la non collaborazione del Ministero degli Interni ma anche perché il governo di allora bloccò in Parlamento ogni richiesta di commissione d’inchiesta. I relativi processi arrivarono molto tempo dopo e portarono a condanne definitive per la Diaz e per Bolzaneto (con ingenti risarcimenti a carico dello Stato).
Quell’evento resta uno dei più importanti e discussi nella storia recente italiana, non solo per la violenza di quei giorni ma anche per quello che dimostrò sul funzionamento delle istituzioni, delle forze dell’ordine, della politica e dell’informazione.
Quella gestione contribuì a silenziare le critiche, le idee e le proposte di un movimento pacifista e non violento critico nei confronti del potere economico dominante. Movimento che si riconosceva nell’idea di “Un altro mondo è possibile”.
Un Movimento che aveva ideali e proposte di cambiamento socio-economico in buona parte tuttora valide per la costruzione di “un altro mondo”, fatto con più giustizia sociale, cura ambientale e tutele economiche e sociali per tutti.
Parliamone insieme, anche con chi a Genova c’era, lunedì 20 luglio alle ore 20.30 alla sala del Cidra
Per informazione, tel. 333.6815712 (Edoardo)

Foto Wikipedia di Ares Ferrari – Immagine messa a disposizione da w:it:Camillo, CC BY 2.5

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