Home pavaglionelugo.net Petali di rosa

Petali di rosa

0

LA BELLE SULTANE

di VALENTINA  BORDINI

 

Ci sono rose che passano sul mercato come una meteora, raggiungendo un momentaneo successo per poi sparire senza lasciare traccia di sè.

Altre invece rimangono delle stelle nel firmamento delle rose, anche perchè hanno una storia da raccontare. Una di queste è la rosa gallica “Belle Sultane”.

 

Non si sa molto delle sue origini, se non che è olandese, e risale a circa il 1795.

La storia del suo nome, “La Belle Sultane”, inizia in Martinica verso il 1780, dove due bambine, Joséphine e sua cugina Aimée, si recano presso una veggente per farsi predire il futuro. La veggente predice per entrambe un destino straordinario: la prima sarà più che regina e l’altra deterrà un immenso potere come sovrana nascosta di un palazzo che non potrà mai lasciare.

La predizione si avvera: Joséphine diventerà moglie di Napoleone e imperatrice dei Francesi, mentre Aimée vivrà un’avventura incredibile. Al ritorno in Martinica da un viaggio in Francia, la nave che la riporta in patria è catturata dai pirati e la ragazza viene rapita, venduta come schiava bianca in Algeria e infine offerta al Sultano di Costantinopoli, Abdoul Hamid. Da quel momento la sua vita si svolgerà tutta nell’harem dove Aimée, detta “Nakchidil”, acquisterà un potere silenzioso ma enorme, prima come favorita del vecchio sultano, poi del suo successore e infine, come madre adottiva di un terzo sultano, diventando la cosiddetta “Sultane Valide” (o Regina Madre)

 

Questa rosa, introdotta nel 1810 dal giardiniere André Dupont nel giardino dell’imperatrice Joséphine, la Malmaison, venne dedicata dalla stessa Joséphine a Aimée Dubuc de Riverie, la bambina sua compagna di giochi che, attraverso vicende straordinarie, divenne una delle più potenti sultane dell’Impero Ottomano.

VALENTINA  BORDINI

Exit mobile version