LA ROSA CANINA
Carissimi amici lettori, prima di introdurre il nuovo argomento, vi comunico che mi piacerebbe ricevere notizie da quelli di voi che hanno intrapreso la “grande avventura” di far nascere le rose da seme. Sarebbe bello avere foto e riscontri, se avete piacere. (vbordini69@gmail.com)
Bene, questa settimana parliamo della Rosa Canina. E’ la specie di rosa spontanea più comune in Italia. Questa pianta deve il nome “canina” a Plinio il Vecchio, che affermava che un soldato romano fu guarito dalla rabbia con un decotto di radici.
E’ un arbusto spinoso perenne originario dell’Europa e dell’Asia occidentale. La rosa canina si trova soprattutto nelle zone collinari e montane di tutta Europa, dove può raggiungere un’altezza di quattro metri, Asia occidentale e settentrionale ed Africa del nord. In Italia la regione in cui viene coltivata maggiormente la rosa canina è la Toscana.
Questo tipo di rosa la troviamo in modo particolare allo stato selvatico in boschi, terreni incolti, ai margini di strade ecc., mentre in parchi e giardini non è quasi mai presente.
La rosa canina ha un portamento sarmentoso, presenta molte spine e radici lunghe e molto robuste; i rami sono lunghi e possono essere eretti o curvi ma quasi mai assumono un portamento rampicante. I fiori, singoli o a 2-3, hanno 5 petali, un diametro di 4–7 cm, di colore di solito rosa pallido e sono poco profumati.
La rosa canina fiorisce da maggio a luglio, la maturazione dei cinorrodi si ha in ottobre-novembre.
Il falso frutto (cinorrodo) della rosa canina è caratterizzato da un colore rosso e da una consistenza carnosa; è edule ma aspro e non appetibile fresco; viene raccolto soprattutto per le proprietà terapeutiche. Infatti i preparati a base di rosa canina sono usati come antiossidanti, immunomodulanti, vitaminizzanti, antiastenici, coadiuvanti nelle sindromi influenzali, capillaroprotettori e come astringenti intestinali.
VALENTINA BORDINI
