Vorrei ricordare Pier Antonio Rivola per il periodo 1990 -1994 quando eravamo colleghi nel Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna.
Io verde all’opposizione ma sempre con proposte, lui esponente della DC, anch’essa all’opposizione.
Romagnolo brillante ma capace di dialogo anche con un politico marziano come me.
Racconto tre episodi per far capire il clima.
Ostruzionismo verde alla legge sulla caccia.
Migliaia di miei emendamenti da illustrare e votare. (poi fu cambiato il regolamento).
Alle 3 di notte mi si avvicina Rivola: cosa vuoi per smetterla e farci andare a letto?
Tanto voti contro la legge e il tuo obiettivo lo hai raggiunto.
Togliete anche l’allodola dalle specie cacciabili – ho risposto – in onore di San Francesco.
Detto fatto.
Secondo episodio:
Rivola e i democristiani che intervengono a difesa della libertà di parola in Consiglio dopo un attacco pesante nei miei confronti di qualche stalinista.
Terzo episodio.
La prima legge regionale in Italia a favore dell’agricoltura biologica grazie a Guido Tampieri, allora responsabile PCI per l’agricoltura, ed a Rivola che pure sostenne la mia candidatura al Parlamento.
Da allora non ci siamo più sentiti ma rimane la stima per una politica di dialogo tra diversi che poteva produrre soluzioni positive.
Paolo Galletti
