RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
È uscito in questi giorni un articolo di Alternativa Bassa Romagna col quale il gruppo consigliare di destra dell’Unione sostiene che grazie alla corretta “manutenzione” dei fiumi siamo riusciti ad evitare alluvioni in seguito agli eventi di giovedì 13 e venerdì 14 marzo scorsi.
È bizzarro il fatto che fino a mercoledì 12 i vari sindaci della Romagna e il presidente della Regione venissero attaccati per la scarsa “manutenzione” dei fiumi e oggi, passata la paura, sia stata proprio quella “manutenzione”, che forse così scarsa non era, a salvarci.
Posto che il concetto di manutenzione dei fiumi è piuttosto complesso, anche a detta dei tecnici più esperti e ridurre la gestione dei fiumi a pochi e semplici slogan è sempre sbagliato, c’è una frase di Alternativa Bassa Romagna, la prima del comunicato, che spiega tutto.
“Con una piena considerata alla pari con quelle che hanno portato alle alluvioni degli anni scorsi, i fiumi hanno retto, dimostrando l’importanza della manutenzione e della pulizia dalla vegetazione”.
Il problema è che i dati bisogna anche saperli leggere.
Da un lato è vero che a Marradi si è toccato un record, con un livello idrometrico di 3,03 m, che fra l’altro ha portato anche, purtroppo, ad alcune conseguenze sia a Marradi, sia a Brisighella. Ma dall’altro è anche vero che, malgrado il picco, non si è trattato di un evento così intenso come alcuni dei precedenti.
I terreni saturi di acqua e i danni, fra cui le molte frane, causati dagli eventi del maggio 2023, che impiegheremo anni per sistemare, hanno accorciato i tempi di corrivazione (il defluire naturale dell’acqua piovana attraverso il terreno, verso l’alveo di raccolta ndr) e questo spiega l’andamento dell’ultimo evento.
Ma i dati ci dicono che alla fine l’evento del 13-14 marzo 2025 è stato inferiore a tutti i precedenti (2-3 maggio 2023, 16-17 maggio 2023 e 17-19 settembre 2024). E anche molto più circoscritto!
Le piogge sono state abbondanti e rilevanti nel solo bacino del Lamone (ma comunque inferiori ai precedenti). Nel bacino del Marzeno le piogge sono state un quarto di quelle dell’autunno 2024. Se anziché scaricarsi in Toscana questa perturbazione avesse colpito il nostro versante e, soprattutto, se l’intensità di pioggia che è arrivata a Marradi fosse arrivata anche sul Marzeno, la storia sarebbe stata un’altra e oggi non leggeremmo comunicati nei quali si dice che grazie alla “manutenzione” è finito tutto bene, ma gli stessi affermerebbero che serviva più “manutenzione” per evitare gli allagamenti.
Già è difficile trovare soluzioni per questi problemi e in più ci si mette anche chi, da due anni a questa parte, cerca di politicizzare il tutto per fare campagna elettorale perenne.
Fausto Bordini
Co-portavoce Verdi/Europa Verde provincia di Ravenna
