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Prosegue il lavoro dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna per l’elaborazione delle osservazioni alla Variante Pai Po

Progettare nuove opere funzionali alla messa in sicurezza del territorio

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Proseguono gli incontri interni all’Unione dei Comuni della Bassa Romagna tra la giunta, il coordinamento di Protezione civile e i tecnici dei lavori pubblici per l’elaborazione delle osservazioni alla variante del Pai Po, primo punto di svolta per iniziare a progettare nuove opere funzionali alla messa in sicurezza del territorio.
Il percorso di lavoro, il cui ultimo incontro interno si è tenuto giovedì 9 aprile in Rocca a Lugo, è finalizzato a un’analisi puntuale e approfondita dei contenuti del piano, con particolare attenzione all’individuazione delle ricadute sul territorio e alla loro integrazione con le programmazioni urbanistiche, territoriali e di protezione civile. L’attività prevede inoltre l’evidenziazione delle principali criticità e l’elaborazione di proposte integrative volte a rendere lo strumento pianificatorio maggiormente coerente con le specificità locali e più efficace dal punto di vista della prevenzione e della sicurezza.
«Il Pai Po lascia aperte alcune incertezze sulle aree in fascia B di progetto (in particolare le aree di tracimazione controllata), nonché le problematiche urbanistiche connesse – sottolineano i sindaci della Bassa Romagna -. Non secondario inoltre il fatto che non sia definito nel piano un ordine di priorità tra gli interventi previsti e una tempistica di massima, circostanza che dovrà essere sanata».
Inoltre, la giunta dell’Unione dei Comuni auspica e sollecita almeno una iniziativa di presentazione del piano da parte dell’Autorità di bacino del fiume Po, soggetto titolato a illustrare e dare risposte sulle previsioni contenute. L’interlocuzione è stata attivata tramite la Provincia e la Regione e si resta in attesa di questo momento fondamentale per la cittadinanza.
«Il lavoro che stiamo portando avanti si fonda su uno spirito di massima collaborazione tecnica e istituzionale, nella consapevolezza che la pianificazione del rischio idrogeologico richiede responsabilità condivise e un dialogo costante tra tutti i livelli coinvolti – aggiungono i sindaci dell’Unione -. In quest’ottica auspichiamo che l’Autorità di bacino possa promuovere un incontro pubblico dedicato, per favorire il confronto con i cittadini e garantire la massima trasparenza e condivisione dei contenuti del piano, con un unico obiettivo comune: mettere in massima sicurezza le nostre comunità e il territorio».
La variante al Piano stralcio per l’assetto idrogeologico del bacino idrografico del fiume Po (Pai Po), elaborata dall’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po (Adb Po), aggiorna e amplia lo strumento di pianificazione per la gestione del rischio idraulico e idrogeologico, estendendone l’ambito anche ai bacini del Reno, dei fiumi romagnoli, del Conca-Marecchia e del Fissero, Tartaro e Canalbianco.
Il termine ultimo per la presentazione delle osservazioni al progetto di variante è stato prorogato al 31 maggio 2026, al fine di consentire un approfondimento puntuale da parte degli enti e dei territori coinvolti.

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