Home pavaglionelugo.net Quale ruolo per l’ONU, Organizzazione delle Nazioni Unite?

Quale ruolo per l’ONU, Organizzazione delle Nazioni Unite?

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Ottanta anni fa a San Francisco, il 25 aprile 1945 – una data cara in particolare anche a noi italiani – al termine del conflitto mondiale, in cui per la seconda volta l’Europa e il mondo commisero un’immane tragedia, iniziò il processo che portò alla costituzione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, ONU, che in questi giorni sta tenendo la sua Assemblea annuale, con l’intervento dei leader degli Stati aderenti.

I suoi pilastri erano, anzitutto, la pace, la risoluzione pacifica delle contese. In secondo luogo la sicurezza collettiva, per impedire che ogni Stato continuasse a farsi giustizia da solo. Infine, una rappresentanza universale di tutti i paesi del mondo. Le Nazioni Unite rispondevano ad un’esigenza fondamentale, quella di porre limiti esterni alla sovranità statale, in un mondo in cui vigeva ancora il principio del non riconoscimento di autorità che andassero oltre gli stati nazionali. In un contesto internazionale ancora dominato dall’anarchia, gli Stati hanno cercato di uscire dall’assenza di norme condivise.

Se dobbiamo giudicare dalla cronaca di questi ultimi anni, abbiamo solo diritti sulla carta, come nel caso del diritto internazionale umanitario calpestato ovunque, in modo scandaloso a Gaza. L’Onu rappresentava la realizzazione di una società internazionale di Stati, dotata di regole, istituzioni comuni, convinzioni minime considerate valide da tutti.

Oggi l’impressione è che si ritorni invece alla cruda realtà di un ambiente pericoloso, in cui conta la potenza, se non la prepotenza. Gli Stati più influenti rendono le Nazioni Unite indebolite: è questo il risultato dei nazionalismi esasperati dei nostri tempi. È questo il senso ultimo, se vogliamo, del “Si vis pacem, para bellum” (Se vuoi la pace, prepara la guerra), dei nostri antenati Romani.

Le Nazioni Unite, peraltro, sono state certamente fin dall’inizio un sistema decisamente complesso, che ha tentato di declinare la democrazia tra gli Stati, l’Assemblea Generale, con il potere del Consiglio di Sicurezza, con cinque membri permanenti con diritto di veto.

Oggi la questione è essenzialmente politica. Il rischio maggiore, per l’Organizzazione delle Nazioni Unite, è quello della crescente irrilevanza. In nessuno dei due grandi conflitti in corso (in Ucraina e a Gaza) hanno potuto svolgere alcun ruolo realmente significativo. D’altra parte, per esempio, guardando al mondo delle imprese, nessuna società può funzionare con l’amministratore delegato che va in direzione opposta al consiglio di amministrazione.

E’ paradossale che, come ha fatto Trump nel discorso di qualche giorno fa alle Nazioni Unite, proprio coloro che minano con iniziative unilaterali – i dazi, ad esempio, ma non solo – le fondamenta della cooperazione internazionali siano quelli che accusano l’Onu di inefficacia. Putin ha fatto lo stesso con la sua “operazione militare speciale”, con una definizione che evita di parlare di guerra, ma fa comunque centinaia di migliaia di morti, soprattutto fra i civili.

Se il confronto si svolge al di fuori delle istituzioni comuni, come l’Onu, è prima o poi destinato a diventare competizione sregolata, se non conflitto economico o militare.

Cosa potrebbe essere il multilateralismo del sistema delle Nazioni Unite: un sistema che favorisce la socializzazione degli Stati, e, in ultima analisi, la democrazia della politica mondiale, perché crea le condizioni per la fiducia reciproca, che deriva dall’appartenenza ad uno stesso sistema di relazioni.

Sono le scelte politiche a dare vitalità alle istituzioni o a renderle inefficaci.

Nessuna riforma dell’Onu, per quanto perfetta, potrà funzionare se la politica internazionale continuerà ad essere intesa come un gioco a somma zero, con vincitori e perdenti, come affermato spesso dal prof. Becchetti, quando propone il gioco a somma positiva per entrambi i contendenti.

Se restiamo sulla strada imboccata in questi ultimi anni, alla fine, perderemo tutti.

Tiziano Conti

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