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Quanto mi manca la festa della partecipazione alle Primarie!

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Il nuovo Sindaco di Conselice
Con un filo di vela poetica…
E’ con un velo di profonda tristezza che io amante del PD, sceso in campo dando vita al primo Comitato Prodi con L’ulivo per la costruzione del Partito Nuovo che aveva alla sua radice la partecipazione, e quindi le Primarie (quando la partecipazione è realtà e non chiacchiere del politichese), leggevo in questi giorni le cronache politiche della nostra terra, la mia Bassa Romagna.


Con “invidia” per la festa della partecipazione reale, la soddisfazione dei quasi quattromila romandioli di Conselice e di Massa Lombarda che si sono scelti il loro Sindaco.

E un sorriso amaro a leggere le felicitazioni, imbarazzate e contraddittorie, che sono arrivate dagli organi provinciali del partito per la grande espressione democratica, rivolte agli elettori del partito di una parte rilevante, un quinto, dell’intera Bassa Romagna, appunto Conselice e Massa Lombarda.

Nel silenzio però degli organi del partito della stessa Bassa Romagna, il cui coordinatore Ranalli, candidato a Sindaco a Lugo, dichiara di essere impegnato a scegliere il candidato Sindaco di Sant’Agata…

E agli elettori PD della restante parte della Bassa Romagna il segretario provinciale non “ci dice niente” in tema di partecipazione? 


A noi lughesi che sceglieremo non solo il nostro nuovo sindaco ma anche quello dell’intera Bassa Romagna e l’Assessore, se non il Presidente, della nuova Provincia, a meno che poi non si stabilisca, sempre là dove si puote, che chi eleggeremo a Lugo non risulti all’altezza di cotanti compiti e si decida che Lugo non sia più Capoluogo della politica romandiola, come lo è stata con Raffaele Cortesi.


Già, una risposta è stata data.

La partecipazione, l’esercizio del diritto costituzionale dell’elettore di scegliere i propri rappresentanti per la gestione della Cosa Pubblica, che però non ha mai firmato di volerlo delegare ai dirigenti di partito, a Lugo non era necessaria.

Si sono fatte a Conselice e a Massa per iniziativa di quattro presone…che hanno disturbato? Due di loro disturbatori, però, hanno anche vinto. Ovviamente il partito aveva i suoi due candidati, con l’incidente, ormai consuetudine in tutta Italia, che appunto, entrambi hanno perso.


Quattro persone che quindi i massesi e i conselicesi devono giustamente ringraziare, in primo luogo i due che poi hanno scelto come loro Sindaco, senza di loro le cose sarebbero andate alla rovescio….

E una persona o un’altra a fare il Sindaco, anche se dello stesso partito, a nessuno si può far credere che sia la stessa cosa! 

Il primato, le primarie delle idee? No, grazie! O meglio sì, ma certamente non solo.

Amministrare è anche altro, è prendere decisioni in una realtà contingente in continua, velocissima, evoluzione, sino a far chiudere un buco in una strada invece che in un’altra perchè quella ti piace di più, rendere edificabile un terreno agricolo invece di un altro, fare un monumento o piuttosto con quei soldi ridurre le rette dei nidi….   

La partecipazione (le Primarie) un partito ha il dovere di promuoverla, andare incontro alla società civile, bussare alle porte, trovare le condizioni perchè ci sia partecipazione reale nel decidere, nel scegliere.

Brutta storia per i dirigenti del Pd questa dei risultati delle Primarie ai confini di Lugo. 




Con i se non si fa nulla, nemmeno politica, meglio non lasciarli in giro i se, quindi, meglio sgombrare il campo da loro.

Se i due candidati del partito di Conselice e di Massa hanno perso, anche i candidati degli altri sei Comuni scelti da partito, allora, le Primarie le avrebbero perse: sono dei perdenti?


A Massa e Conselice le cose sono andate per il verso giusto, quello imposto dagli elettori, mentre a Lugo sussiste un se che potrebbe far pensare che si stia andando per il verso sbagliato?

A me lughese da sempre, “amante” del Pd, stare nel verso sbagliato, avere un candidato forse “perdente”, non mi piace mica… 




Peccato, perchè mi piace, e tanto, invece, il PD, non mi sono mai trovato meglio nel mezzo secolo in cui mi interesso di politica, in un partito, come ora, nel PD, del Renzi che abbiamo scelto noi.

Arrigo Antonellini

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