Terremoto negli obitori di Faenza e Lugo. I carabinieri del nucleo investigativo di Ravenna hanno notificato a partire dall’alba 16 ordinanze di misura cautelare nell’ambito di un’indagine per corruzione che ha riguardato gli obitori delle due città del ravennate.
L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Daniele Barberini, ha portato il gip Andrea Galanti a emettere le 16 misure cautelari, tra cui un arresto in carcere e cinque ai domiciliari, nei confronti di diversi soggetti, ritenuti responsabili a vario titolo. L’accusa è quella di avere indirizzato i parenti dei defunti verso i servizi di alcune pompe funebri e di avere provveduto alla vestizione delle salme, contrariamente a quanto previsto da una specifica direttiva regionale datata 2019 relativa ai decessi ospedalieri, norma che prevede che siano gli operatori delle pompe funebri ad occuparsene.
L’esito della complessa e lunga indagine è stata presentata nella tarda mattinata odierna in Procura a Ravenna. Le indagini sono iniziate nei primi cinque mesi del 2020 (a pochi mesi quindi dall’entrata in vigore della nuova normativa regionale relativa ai decessi ospedalieri) e avrebbero portato alla luce quello che si ipotizza essere un racket del “caro estinto” per un giro d’affari stimato in 100mila euro all’anno. In carcere è finito un addetto impiegato presso l’obitorio di Faenza, ai domiciliari altri quattro addetti delle due camere mortuarie e un impresario funebre. A questi si aggiungono dieci provvedimenti di divieto temporaneo di esercizio dell’attività professionale (dai 10 ai 12 mesi) nei confronti di personale di alcune onoranze funebri. In totale le persone denunciate, a vario titolo, sono 37.
Secondo gli inquirenti gli addetti delle camere mortuarie, in cambio di denaro, avrebbero fornito servizi quali quello di tanatocosmesi e di vestizione delle salme, consentendo alle imprese coinvolte un risparmio nella gestione di tale servizi. L’indagine sarebbe infatti iniziata dalle segnalazioni delle ditte esterne a questo meccanismo. Gli investigatori stimano un guadagno di circa 15mila euro per gli addetti.
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