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Romagna cenerentola anche in sanità

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Il riparto delle risorse 2014 per le singole Aziende USL
di Gianfranco Spadoni

La Regione Emilia Romagna ha determinato il riparto delle risorse destinate alle aziende sanitarie locali, quasi dimenticando come 1° gennaio 2014 con la Legge regionale n. 22 si sia formalmente costituita e avviata la nuova azienda della Romagna. La dimenticanza, per usare un eufemismo, sta nel fatto legato all’ assegnazione delle risorse a mio parere decisamente inferiori, nel caso dell’ A.usl Romagna, rispetto alle somme in precedenza assegnate alle quattro singole aziende di Ravenna, Rimini, Cesena e Forlì – oggi confluite in un unico soggetto. 

L’analisi di dettaglio, infatti, delle singole cifre trasferite dalla Regione, merita una riflessione:

A.usl Romagna          (oltre
1 milione di abitanti)      1.740.629.570
A.usl Ferrara  
         (360.000 abitanti)                 593.074.671
A.usl Parma    
         (447.251 abitanti)                                698.473.740
A.usl Piacenza 
         (287.956 abitanti)                          466.309.351        
A.usl Reggio E. 
         (525,003 abitanti)                          790.250.191
A.usl Modena   
         (689.621 abitanti)                           1.063.738.761
A.usl Bologna         (990.000
abitanti)                        1.372.466.294    
A.usl Imola           (68.974 abitanti)                        
207.057.422


A questa ripartizione, poi, vanno aggiunte altre risorse riservate alle aziende ospedaliere – universitarie, assegnate specificamente a Parma euro 42.305.760, Reggio E. euro 17.891.045, Modena euro 31.279,577, Bologna euro 63.539,429 e Ferrara euro 61.05.760.

Senza avventurarmi in ricercate considerazioni di tipo economico, il rilievo deriva dal fatto che se si prende, ad esempio, Ferrara con i suoi 593.074.671 euro e con soli 360 mila abitanti e si raffronta con l’A.usl Romagna con 1 milione 125 mila (vale a dire 398,162 Forlì-Cesena, 394.464 Ravenna e 332,071 Rimini) emerge una palese sproporzione a danno della neonata grande Usl romagnola. 


Se poi volgiamo lo sguardo ai dati riferiti all’Emilia, si evince come ancora una volta la Romagna sia, ancora una volta, la Cenerentola e non solo per la questione in oggetto. Probabilmente l’assessorato alla sanità bolognese di via Aldo Moro, nelle ripartizioni avrà pensato che le grandi economie legate alla razionalizzazione in Romagna abbia sortito un effetto immediato, al punto di giustificare un trasferimento molto limitato rispetto al quadro complessivo di 7,85 miliardi di risorse da destinare al servizio sanitario emiliano romagnolo!

Di qui si comprende il personale disappunto confermato nell’aula consiliare della Regione dall’ Udc e dal Movinento 5 Stelle attraverso un deciso voto negativo.

Gianfranco Spadoni
Consigliere provinciale Udc

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