FATTORE R, Romagna Economic Forum, stamattina a Ravenna
di Valeria Giordani
‘Fattore R’ è la sigla del Romagna Economic Forum, per l’ottava volta momento di incontro e confronto per imprese, istituzioni e associazioni di categoria per delineare le strategie per la crescita del territorio. ‘Fattore R’ è organizzato dalle Camere di Commercio congiunte (Romagna insieme a Ferrara e Ravenna), da Cesena Fiera e Bper Banca, con il supporto e la collaborazione delle principali associazioni di categoria: Cia Romagna, Cna Romagna, Confartigianato Imprese, Confcommercio Ravenna, Confindustria Romagna, Confcooperative Romagna, Legacoop Romagna. Per la prima volta si è svolto stamattina a Ravenna, al teatro Alighieri, e ha visto le relazioni di rappresentanti di imprese, banche, università del territorio romagnolo sul tema- in particolare-dell”Economia dei valori per dare valore all’economia”.
450 i presenti, imprenditori dalla Romagna per confrontarsi su tre temi centrali per il futuro della Romagna: ESG (Environmental, Social e Governance), ambiente, sostenibilità e governance.
Particolarmente attesa l’intervista finale ad Antonio Patuelli, presidente de La Cassa di Ravenna e presidente dell’AssociazioneBancaria italiana ABI, anche perchè una domanda di massima attualità non poteva mancare, sull’alluvione. Ed è stata la prima, mentre in seguito Patuelli ha parlato di tassi bancari, ripresa economica (“vedo segnali positivi”), rapporto tra banche e imprese.
Come sta la Romagna?
Lo spirito di Dante ha aleggiato sul Forum, citato più volte. Ed è cominciata così la prima domanda a Patuelli, citando Guido da Montefeltro, il romagnolo che Dante incontra all’inferno e che gli chiede: Come sta la Romagna? (“dimmi se i romagnuoli han pace o guerra“)
Dante rispondeva “Ravenna sta come stata è molt’anni …” e proseguiva citando Cervia, il Lamone , il Santerno, il Savio.
Ma Patuelli ha risposto “Sta un po’ alluvionata”. Però ha subito aggiunto di meravigliarsi della meraviglia: “Per sapere dove andare, occorre innanzitutto chiederci da dove veniamo, chi siamo.
E siamo in una laguna interrata, siamo sull’arginello di un fiume o su isole di terraferma affioranti” (tale si presentava la pianura dalla via Emilia a Ravenna nell’antichità). Ben che vada, siamo a un metro e mezzo al di sopra del livello del mare”. E ha citato Sidonio Apollinare, alto funzionario gallo-romano, santo e poeta della Francia del V secolo, che in una lettera a Candidiano, nel 467, descriveva Ravenna come un mondo in cui tutto va al contrario di come dovrebbe:
Ravenna… ” .…dove le zanzare vi pungono gli orecchi, dove una moltitudine di rane vi gracida intorno. Ravenna non è che una palude, dove tutte le forme della vita si presentano alla rovescia: i muri crollano e le acque stazionano, le torri scivolano giù e le navi si piantano fisse, gli invalidi vanno in giro ed i loro medici si mettono a letto, i bagni gelano e le case bruciano, i vivi muoiono di sete e i morti galleggiano sull’acqua, i ladri vegliano e i magistrati dormono, i preti praticano l’usura ed i Siriani cantano salmi…. i mercanti vanno armati ed i soldati si dedicano ai commerci, i vegliardi giocano a palla e i ragazzi ai dadi, gli eunuchi studiano l’arte della guerra ed i mercenari barbari studiano la letteratura. Una città che ha un territorio ma che non ha sotto di sè una terra “.
(la lettera di Sidonio Apollinare è molto nota a Ravenna per essere stata ampiamente utilizzata in campagne elettorali degli anni ’70).
Siamo i Paesi Bassi d’Italia
“Siamo in una pianura alluvionale, siamo i Paesi Bassi d’Italia- ha detto Patuelli- e senza partire da questo, non si prevede e non si prepara adeguatamente.
Il nostro territorio è una laguna interrata, dobbiamo non dimenticarcene mai e agire di conseguenza. L’antica capitale dell’Impero fu collocata a Ravenna proprio perché, corcondata da paludi, era considerata imprendibile per terra e mare”.
Ha riferito un suo ricordo personale:
“Mio nonno mi portava sul Lamone -proprio il Lamone il fiume che ha rotto nuovamente ieri sera a Traversara- a vedere la costruzione dell’argine e della foce: costruzione, perché il fiume non aveva una foce nè a delta né ad estuario, e si disperdeva generando una palude. Qualsiasi strategia e intervento non può che partire da questo. Il problema delle acque e della terra non è un problema di ordinaria amministrazione: questo è un problema straordinario”. Ha citato l’esperienza di Ravenna a proposito del fenomeno della subsidenza, affrontato a Ravenna negli anini ’70 e ’80: “Noi abbiamo avuto a Ravenna 50 anni fa una legge speciale per Ravenna, contro la subsidenza: ha funzionato. Oggi, di fronte a questi cataclismi, dobbiamo darci una norma, una legge speciale che riconosca questo bacino della Romagna sotto il Po: con un Magistrato delle Acque, una autorità che venga dotata di poteri superiori, che possa mettere in atto delle iniziative straordinarie per la Romagna. Diversamente, non ce la caveremo.”
Economia: “Vedo germogli positivi”
Su temi economici, tasse ed investimenti, Patuelli è stato ugualmente categorico: “Siamo in un mercato europeo, unico; non siamo Stati nazionali con confini, e le singole economie nazionali competono tra loro (con diversi regimi fiscali) e così attirano o respingono capitali. Io auspico che si vada verso un regime fiscale unitario europeo. Dove le tasse sono alte, la ricchezza e i valori se ne vanno, vanno altrove. Secondo l’andamento delle entrate di bilancio dell’Italia si prevede che nel 2027 il totale delle entrate dello Stato aumenti da 992 miliardi di euro del 2023 a 1117 miliardi del 2027. Vedo germogli di ripresa: ripresa e legalità portano maggiori introiti allo Stato, per cui prevedo una legge di bilancio meno drammatica di quello che può apparire.”
VALERIA GIORDANI