La sollevazione di una parte degli elettori del Pd per l’incontro di Renzi con Berlusconi stimola una preoccupante considerazione a caldo, fatta da chi “odia” (per carità un odio politico nello spirito si odia il peccato non il peccatore) Berlusconi da più tempo di tutti, da quando nessuno sapeva chi era politicamente ma era un semplice direttore di TV Sorrisi e Canzoni ed a me e ai mie compagni di corso di Scienze delle Comunicazioni a Bologna, nel 1.975, la docente ci informò che lui avrebbe conquistato il potere politico….
Renzi prima di riscrivere le regole della democrazia non ha incontrato il responsabile di reati, ha dovuto in qualche modo dialogare con i dieci milioni di italiani che pochi mesi fa hanno votato per lui, solo trecentomila in meno del PD, un elettore su te. Con chi altro doveva parlare per confrontarsi con loro, per dare atto che si sono anche loro per stabilire le regole? Problema di quei dieci milioni se hanno votato un colpevole di reati, Renzi di questo non ha nessuna responsabilità.
Questa cosa della sinistra che la verità l’abbiamo noi, che gli altri sono deficienti, che con loro non si parla, che dobbiamo avere la maggioranza noi, che è giusto che sia così e che avendola comandiamo noi, decidiamo noi, zitti loro…..o li mandiamo nei gulag non ci piace!
Renzi non mi piace perchè è un bravo comunicatore, perchè è un presuntuoso, pieno di sè, ma perchè è finalmente una sinistra nuova, con diverse radici culturali e che poi sia riconosciuto da tutti che sia anche l’ultima spiaggia e non solo per la sinistra ma per i partiti in generale, per un sistema che lasci ancora un pò di spazio ai partiti, a me che vivo di altro che non di partitismo interessa meno..
Non lo dimentichino però loro, quelli che ora lo stanno contestando.
Se amano il partito (forse troppo!) contestando Renzi, mettendolo in difficoltà, facendolo cadere, si suicidano, politicamente, ovviamente, perchè mettono la parola fine sul loro partito.
Non dimentichino i due milioni di voti di Renzi contro le loro alcune centinaia di migliaia degli elettori, quelli che rappresentano la ragione sociale del partito, la condizione per la sua esistenza.
E infine si prenda finalmente atto che questa cosa di una nuova sinistra non è l’ultima spiaggia solo per il Paese, ma anche per le realtà locali che fanno il Paese, anche qui da noi.
Arrigo Antonellini